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Ex Ilva: Quanto ci costa tenerla aperta?

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Quanto costa chiudere la più grande acciaieria d’Europa? Quanto ci costa invece tenerla aperta? Soprattutto, la sovranità industriale italiana e il posto di lavoro di migliaia di dipendenti, valgono di più del disastro socio-sanitario ed ambientale che continua a verificarsi nella regione?

L’ex Ilva, acquisita dal colosso franco-indiano Arcelor-Mittal nel 2018, perde 1.388 euro al minuto, la produzione si è quasi dimezzata dal 2016, le prescrizioni di messa in sicurezza non son state portate a termine e, nonostante le misure adottate per ridurre l’impatto ambientale, le emissioni tossiche sono in aumento.

Nel mentre il disastro epidemiologico degli ultimi decenni mostra sempre più ripercussioni letali su neonati, bambini, giovani, operai e impiegati, gravando pesantemente sulla spesa socio-sanitaria. Tuttavia, chiudere l’Ilva significherebbe anche mettere a rischio più di 10mila dipendenti e costerebbe allo Stato circa 3,5 miliardi (di cui 2,6 miliardi di Pil pugliese), minando la sovranità industriale dell’Italia, la quale sarebbe costretta ad importare la materia prima.

Tra le varie ipotesi c’è chi riparla di scudo penale, c’è chi richiede maggiore intervento dello Stato nella gestione ma c’è anche chi punta a nazionalizzare o riconvertire seguendo il modello dell’archeologia industriale della Ruhr tedesca. Tutto molto interessante, se non fosse che il “problema Ilva” si ripresenta ciclicamente da anni e l’Italia non ha ancora una strategia chiara da seguire.

Fonti:
– Impatto Socio-sanitario [Rapporto SENTIERI 2019]
– Perizia Epidemiologica [Gip Taranto]
– Ex Ilva: Aumento emissioni nocive 2019 [Arpa Puglia]
– 5 domande per capire la crisi dell’Ilva [Il Fatto Quotidiano]
– Ex Ilva in cifre [NextQuotidiano]