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Pillole – Dalle Autostrade alle Neostrade

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Rubrica: Le Pillole di ProPositivo

  1. Autostrade 2.0: Sostenibili e innovative

Le autostrade da luogo della “maledizione” per l’ambiente possono diventare dei catalizzatori d’innovazione ecologica. “Le chiamano Neostrade e sono le autostrade del futuro. Sostenibili, ecologiche e innovative. Tutta un’altra storia rispetto a quelle nate negli anni sessanta e diventate oggi un simbolo d’inquinamento e stress.(…) Le autostrade sono un luogo ad alta intensità energetica, ossia nelle quali si consuma energia e parecchia e allora una delle prime questioni è quella di renderle autonome sul fronte energetico, con un’autonomia che sia anche rinnovabile. Fotovoltaico nei parcheggi e lungo il tracciato, eolico inserito anche al di sotto dei viadotti che potrebbero ospitare,ognuno, dei generatori eolici per 0,5 MWe. (…) Sul fronte della ricerca e sviluppo inoltre esistono studi che puntano a soluzioni ancora più radicali, come quelle proposte dalla Solar Roadways statunitense che vuole sostituire l’asfalto con dei pannelli solari per generare elettricità con il fotovoltaico e utilizzarla per l’illuminazione notturna, la segnalazione stradale e per scaldare la strada quando c’è il ghiaccio (…) «Le rinnovabili in autostrada hanno delle potenzialità enormi e il solo eolico nei viadotti ha una potenzialità, a livello europeo, di 5 GWe -ha detto Franco Donatini, del Dipartimento energetico dell’Università di Pisa …”
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2. La strada che ricarica le auto elettriche via wi-fi

“Il governo inglese ha annunciato l’intenzione di avviare test preliminari per valutare la fattibilità di un progetto ambizioso: fornire le strade nazionali di una speciale corsia capace di ricaricare via wireless le batterie delle auto elettriche. In questo modo non sarebbe necessario fermarsi per fare il pieno di energia: basterebbe guidare sul “lato verde” della strada. L’idea prevede di utilizzare cavi elettrici interrati per generare un campo magnetico: spetta poi a una bobina a bordo dei veicoli il compito di convertire il campo magnetico in energia elettrica. Si tratta di un procedimento già sperimentato in Corea del Sud nel 2013, con autobus pubblici e un tratto di strada lungo 12 chilometri.”
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3. Alluvioni, reagire si può! La sfida di Neostrade e asfalti drenanti.

Negli ultimi dieci anni su 700mila frane in Europa mezzo milione si son verificate in Italia mentre le alluvioni hanno causato la morte di 131 persone e decine di miliardi di euro di danni. Al dissesto si aggiunge un consumo del suolo e una sua impermeabilizzazione in crescita costante, che rendono ancor più devastante l’impatto di questi fenomeni. Il problema del dissesto idrologico e del consumo del suolo italiano è da decenni sulla bocca di tutti e sembra irrisolvibile senza massicci interventi politici e infrastrutturali su scala nazionale. Quando al Festival di ‪#‎Ecofuturo‬ quest’anno abbiamo avuto modo di entrare in contatto con esperienze come quella di Drena e di approfondire il concetto di ‪#‎Neostrade‬, ci siamo ritrovati sommersi da una valanga di realtà tra comuni, organizzazioni e ricercatori che da anni studiano metodi per minimizzare l’impatto delle esondazioni con misure non-strutturali e localmente replicabili. In questa riflessione non troverete solo noiosi dati sulla resilienza climatica, ma anche asfalti in grado di drenare oltre 4 mila litri d’acqua in un minuto, e soprattutto, comunità locali e amministrazioni che hanno deciso di dare l’esempio, facendo della lotta all’impermeabilizzazione un loro cavallo di battaglia.
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4. Costruire “permeabile” per limitare alluvioni e inondazioni.

“L’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr ha pubblicato il “Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni” nel quale viene evidenziata la, ormai nota a tutti, drammatica situazione italiana in merito ai danni da alluvione e inondazionearginabile con un’attenta progettazione di superfici permeabili. (…) Accorgimenti utili e necessari a contenere il deflusso delle acque sono lo sfruttamento di ogni superficie residenziale, ma soprattutto delle grandi superfici commerciali e del terziario, come superficie permeabile. Grandi parcheggi di centri commerciali, piazzali aziendali, coperture di capannoni, aree completamente asfaltate, cortili, piste ciclabili o pedonali che devono essere riprogettate e riconvertite in aree drenanti. I sistemi per poterlo fare ci sono tutti: pavimentazioni a verde, sterrati, calcestruzzi drenanti, pavimentazioni a verde stabilizzato.”
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