BrainSurfing


 


BrainSurfing: Correnti di innovazione e resilienza

Il progetto Brainsurfing è un’iniziativa che fa parte del Festival della Resilienza 2015, e nasce in collaborazione dell’associazione ProPositivo, sull’orma delle prime due edizioni della rassegna Sardegna in Transizione, e ha l’obiettivo di innescare la produzione di soluzioni “non convenzionali” per promuovere lo sviluppo locale. Tale obiettivo richiede una formula organizzata innovativa, diversa dalla solita conferenza, a cui devono partecipare persone con profili dinamici e differenti.
E’ un brainstorming itinerante che si colloca a cavallo tra diverse modelli organizzativi:

  • Summer school: per la condivisione di metodo di analisi, di contenuti tecnici e per la natura formativa di alcune delle sezioni previste
  • Turismo attivo: per la natura itinerante del programma e per l’offerta gastronomica e culturale
  • Couchsurfing: per la modalità di accoglienza dei partecipanti nelle case degli autoctoni
  • Ted-talks: per l’organizzazione di momenti di condivisione di contenuti ed esperienze, di forte impronta comunicativa e ad alto valore aggiunto.
La durata è prevista è di 7 giorni, da Lunedì 27 Luglio a Domenica 2 Agosto
L’iniziativa mira a creare l’incontro tra professionisti del territorio e non. In generale, la composizione prevista è intergenerazionale, ma con una netta prevalenza di professionisti under35. Di seguito la composizione dei due gruppi:

  • gruppo “esterni”: 20 professionisti sardi ed italiani (da valutare la partecipazione di stranieri per la questione della lingua), operanti in vari settori (turismo, sanità, credito, consulenza, comunicazione, urbanistica e sostenibilità, ICT, ecc.);
  • gruppo “autoctoni”: 20 professionisti, in buona parte emigrati fuori dalla Sardegna per questioni lavorative, impegnati in diversi ambiti. La scelta di partire da chi sta fuori serve da una parte a creare entusiasmo in tali soggetti sulla possibilità di dare al territorio una declinazione anche professionale; in generale serve per mandare un messaggio chiaro: la fuga dei cervelli si combatte solo facendo rete!
  • Inizio Giugno: avvio campagna di crowdfunding e sponsorizzazione
  • Metà Giugno: lancio questionario “Ma com’è Macomer?”
  • Inizio Luglio: presentazione locale del progetto e della piattaforma open-data
i primi 3 giorni saranno dedicati alla scoperta itinerante del territorio tra Macomer e Bosa ed alla socializzazione tra i partecipanti, quale occasione per creare empatia e sinergia umana e culturale. In particolare il programma prevede:

  • 1° giorno: accoglienza e conferenza serale di apertura, cena e pernottamento a Macomer;
  • 2° giorno: story telling mattutino (incontro con attori locali) e pranzo presso il Parco del Monte di S. Antonio e visita dell’insediamento nuragico di Tamuli; pomeriggio in zona costiera (Bosa-Porto Alabe); aperitivo con talk
  • 3° giorno: gita e pranzo in barca verso Capo Marrargiu; visita della città e degustazione serale di prodotti tipici
la seconda fase è destinata all’organizzazione a Macomer di alcuni workshop tematici, incentrati sui seguenti quesiti:

  • L’incontro tra opendata e problem solving collaborativo: il fabbisogno informativo locale è corrispondente al debito informativo ministeriale? Quali passaggi sono necessari per migliorare la qualità dei dati e per promuoverne l’apertura? Quali nuove tecniche educative possono essere usate per aumentare il civic engagement? Possono il problem solving collaborativo ed il desing thinking facilitare l’immissione di dati nel dibattito pubblico? Come si attivano questi processi?
  • Verso la sanità d’iniziativa e le città aged-friendly: quali sono i primi passi per attivare una vera sanità d’iniziativa, incentrata su prevenzione e gestione delle cronicità? Quale ruolo e quali competenze per un nuovo protagonismo delle cure primarie? Come favorire la collaborazione tra Medici di Famiglia e specialisti? Come coinvolgere maggiormente infermieri e specializzandi nel percorso di cambiamento? Da dove si parte per co-produrre i servizi socio-sanitari con i cittadini? Quali strumenti possono supportare tale processo?
  • La filiera agro-turistica 3.0: come si favorisce la formazione di reti d’impresa? Quale professionalità servono per garantire la tutela della qualità e la sostenibilità della produzione? Quali tecnologie possono oggi favorire pratiche innovative nella produzione e promozione dei prodotti locali? Per una reale valorizzazione di saperi e tradizioni, come creare sinergia con il mondo della cultura?
  • Le smart cities tra progettazione ed innovazione: da dove si parte per pianificare la nascita di una smart city? Come integrare urbanistica, energia, digitale e sostenibilità? Possiamo partire dal mettere a sistema il PUC con gli altri documenti strategici o dobbiamo pensare a nuovi strumenti di pianificazione? Quali sono le nuove frontiere tecnologiche e che contributo possono portare alla crescita intelligente del contesto locale?
Nel corso del weekend, il Festival della Resilienza (clicca qui per saperne di più) rappresenterà l’occasione di coinvolgere tutta la popolazione nella riflessione emersa durante il Brainsurfing, sulle linee strategiche del territorio con il territori. Questo attraverso l’organizzazione di dibattiti pubblici, momenti teatrali, letterali e musicali, capace di dare spazio alla rete sociale e culturale del territorio.

Attraverso il supporto del comitato scientifico e dei singoli professionisti, le attività della seconda fase del Brainsurfing saranno destinate alla stesura di linee guida per la progettazione e l’implementazione locale delle strategie di sviluppo europee.

Da Settembre 2015, sfruttando la spinta impressa dai processi di riforma a livello istituzionale (come nel caso della Sanità e della Scuola), l’obiettivo strategico del progetto è quello di strutturare un percorso di animazione e formazione del territorio che faciliti la valorizzazione delle basi-dati e delle linee progettuali sviluppate nel Brain-surfing. In vista dei nuovi bandi di finanziamenti europei 2014-2020, a partire dalla rete dei talenti e dal coinvolgimento delle scuole, l’obiettivo operativo è di costituire gli incubatori locali tematici, sfruttando le pratiche di problem-solving collaborativo.

Il blog di ProPositivo collabora con il FattoQuotidiano.it a questo indirizzo. Fa inoltre parte della rete di Giornalisti Nell’Erba, di cui si è aggiudicato il primo premio nel 2014. Scopri tutte le altre collaborazioni o scopri i diversi modi per unirti a noi.
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ProPositivo è attivo in diversi progetti. Pur nascendo come progetto virtuale è ora attivo fisicamente all’interno delle comunità locali lavorando alla creazione di una rete di attori sul territorio, impegnati nello scambio attivo di competenze ed esperienze. Il progetto di sviluppo locale Comunità Resilienti, il brainstorming itinerante BrainSurfing, e la nostra Campagna di Idee ruotano intorno a questi importanti valori. Scopri tutti i Progetti!