L’Università che ha trasformato 5000 litri di maionese avariata in energia

Luisa Panariello Sostenibilità Leave a Comment

Quanti tramezzini si potrebbero farcire con 5000 litri di maionese? Probabilmente così tanti da sfamare degli studenti universitari affamati per molto, moltissimo tempo. Peccato che non sia stato così per la Michigan State University, che si è ritrovata a fare i conti con migliaia di litri di maionese andata a male, a causa di un erroneo processo di scongelamento.

Da problema a opportunità: Tutto è nato dalle lamentele di alcuni studenti che usufruivano della mensa dell’Università, che in seguito ha avviato delle indagini confermando l’avaria dell’intero stock: circa 500 confezioni da 11 litri di maionese. Non potendo, per ovvi motivi, donare il prodotto avariato ai banchi alimentari della zona a cui regolarmente l’Università regala giacenze di magazzino in buono stato, si è deciso di trovare una soluzione eco-friendly al problema. E così, Carla Iansiti e Cole Gude, responsabili alla sostenibilità della MSU, hanno optato per versare la maionese nell’impianto di digestione anaerobica, così da trasformare del cibo inutilizzabile in preziosa energia elettrica.

Gude ha dichiarato che questa decisione è stata una soluzione “perfetta per trasformare una probabile catastrofe in qualcosa di positivo per l’Università”, e che i cibi ad alto contenuto di zucchero e grassi, come la maionese, sono ideali per i digestori. L’Università del Michigan utilizza regolarmente i digestori anaerobici, ma svuotare migliaia di galloni di maionese all’interno dei macchinari non è stata un’impresa né facile, né veloce, anche perché non era stata pianificata in anticipo. Gude si è dichiarato molto soddisfatto, perché “grazie alla tecnologia che abbiamo e alla motivazione delle persone qui alla MSU, siamo riusciti a trasformare [una situazione tremenda] in qualcosa di buono.”

Per il suo impegno nell’uso dei digestori anaerobici, la cui energia alimenta varie fattorie nell’aria del campus, l’Università è stata premiata diverse volte. Ma cosa sono esattamente questi digestori e come funziona il processo? La digestione anaerobica si ha quando del materiale organico viene degradato grazie a dei microrganismi in condizioni di anaerobiosi, ovvero che non richiedono la presenza di ossigeno. Dal lavoro dei digestori si ottiene del biogas che, dopo la necessaria depurazione, viene trasformato in energia termica o elettrica.

Europa leader, 90% di impianti di biogas al mondo sono qui, Italia in testa: Gli Stati Uniti non sono gli unici a puntare su questo tipo di energia. Al contrario, è proprio l’Europa, Italia compresa, a essere leader nel settore del biogas. Secondo la ricerca “Biogas to Energy” di ecoprog, degli oltre 12.000 impianti presenti al mondo, il 90% di essi si trovano in territorio europeo.

I mercati chiave sono Francia, Regno Unito, Italia e Polonia, mentre è in declino il ruolo della Germania che ha diminuito in maniera considerevole le sovvenzioni per gli impianti di biogas. Al contrario, Asia e Nord America stanno puntando sempre più a questo tipo di energia, investendo in tale settore. Entro il 2025, inoltre, è prevista la costruzione in tutto il mondo di impianti per circa 2,600 MWel.

Il futuro per le energie rinnovabili e per i digestori anaerobici sembra dunque promettere bene, anche se la strada da fare è ancora parecchia. Di sicuro, all’Università del Michigan va il merito di essere riuscita a pensare in maniera positiva e sostenibile, trovando una soluzione a tratti poco pratica come svuotare manualmente 500 galloni di maionese, con tutto quello che ne consegue, ma che si è poi rivelata essere più che ottimale. Per l’odore sgradevole di maionese avariata, invece, i dipendenti della facoltà non hanno potuto far altro che sopportare e consolarsi con l’idea che la loro fatica si sarebbe poi tramutata in energia sostenibile. Un piccolo sforzo per l’Università, un grande vantaggio per l’ambiente.