Acqua ionizzata – Addio a detergenti, saponi e PET

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L’uomo odierno vive con meno difficoltà la vita rispetto a come poteva essere vissuta solo un secolo fa. Oggi possiamo permetterci di evitare tante fatiche, grazie a tutta una serie di prodotti che ci concedono più “tempo libero” sottraendoci da estenuanti fatiche. Pensate: un tempo, il cibo e l’acqua, non venivano confezionati in buste o bottiglie derivate dalla sintesi del petrolio (il famoso PET), non si usavano detergenti inquinanti, non si usava la benzina per spostarsi, etc. E’ difficile pensare oggi a qualcosa che non porti con se la parola “inquinamento”.

Non lo abbiamo scelto noi in modo diretto, ma che ci piaccia o no, la vita di un uomo “medio” del 2012 comporta un inquinamento almeno 10000 volte superiore a quello di un uomo medio del 1900.
Se, per esempio, comprate un pacchetto di sigarette, le parti che lo costituiscono non sono riciclabili (eppure il tabacco lo è) e così via per una infinità di prodotti. Per quanti sforzi vengono fatti quotidianamente dai chimici per rendere i prodotti riciclabili, c’è una cosa che viene spesso sottovalutata da tutti: tutti questi privilegi che il mondo ci concede hanno un prezzo morale.

Si riversa sul singolo, a causa delle leggi del mercato che hanno “plasmato” il nostro stile di vita, una responsabilità immensa nei confronti del mondo: la responsabilità di usare con consapevolezza e con criterio tutti questi prodotti in modo da limitare i danni. E’ evidente che la maggior parte delle persone, nella stragrande maggioranza dei casi, non riflette neanche per un istante su tale responsabilità.

Facciamo un esempio:
Come sapete, ogni detersivo (dallo shampoo al detersivo per lavare i panni) contiene i famosi tensioattivi.
I tensioattivi sono sostanze ad attività detergente, in grado di “combinarsi” con le particelle di grasso (per es. lo sporco che si accumula sui capelli) e di asportarlo disperdendole nell’acqua di risciacquo. In Europa il consumo di tensioattivi contenuti nei detergenti per uso domestico ed industriale supera dimolto il milone e mezzo di tonnellate all’anno. In Italia è stato stimato che tale consumo si aggiri intorno alle 500.mila tonnellate/anno per il solo uso domestico.
Lo studio effettuato sulla biodegradabilità e sui danni causati in campo ecologico dall’eccessivo consumo (in campo industriale, domestico e cosmetico) ha ridimensionato gli entusiasmi iniziali. Sembrava agli inizi di aver trovato il detergente ideale: tanta schiuma, nessun problema con acque dure o di mare, pulizia rapida e totale. Ma ecco apparire gli aspetti negativi:

1. Danneggiano (in modo rilevante solo i “lauryl sulfate” e i “laureth sulfate”, se usati in dosi eccessive) la pelle del vostro corpo (shampoo e bagnoschiuma), essendo inoltre fortemente irritanti.
Per saperne di più clicca qui

2. Danneggiano gli ecosistemi e gli ambienti. Per esempio:
Le acque provenienti dai reflui domestici e industriali contengono una elevata quantità di saponi e detersivi. I primi in commercio non erano biodegradabili e formavano abbondanti schiume, alterando le caratteristiche organolettiche delle acque, impedendo la solubilizzazione dell’ossigeno e di conseguenza tutti i processi ossidativi naturali e di autodepurazione, diminuendo la velocità di sedimentazione delle particelle sospese. Successivamente sono stati sintetizzati tensioattivi biodegradabili, i più diffusi oggi, che però sono più tossici per gli organismi acquatici. Inoltre la norma vigente (D.Lgs. 152/99) stabilisce dei limiti che, nella maggior parte dei casi, non vengono rispettati ( 2 mg/l ).

Per saperne di più: scuolainpiazza.it, allzoon.com
Caso di inquinamento della flora costiera analizzato dall’istituto per la Protezione delle Piante: sisef.it

Esiste un modo per sbarazzarsi di tutti i prodotti inutili e cancerogeni di cui ci circondiamo semplicemente variando il pH della nostra acqua! (risparmiando soldi e riducendo l’inquinamento) Infatti i vari valori del pH sono ottimali per ogni esigenza. Pensate all’acido muriatico, che viene prodotto per pulire a fondo una superficie. Il suo effetto, essendo un acido, è quello di abbassare il pH dell’acqua: è questo che rende la soluzione efficace per la pulizia. Allora perché non avere una macchina che abbassa il pH senza comprare prodotti chimici dannosi per l’ambiente?

Esiste anche una teoria sui benefici che porta bere acqua a pH elevato (alcalino) e con potenziale negativo di ossidazione.   Se non avete studiato chimica il funzionamento è un po’ difficile da capire, ma i risultati benefici sono comprensibili da tutti! Tra gli oceani naviga un’isola di rifiuti di plastica che si estende da un’area grande quanto la pensila iberica ad una superiore a quella degli Stati Uniti. Questa tecnologia non porta solo quindi un risparmio personale su acqua, prodotti chimici e i loro effetti collaterali, ma nche una notevole riduzione del consumo di prodotti confezionati e PET. Purtroppo, siccome uno ionizzatore è costosissimo (+1500 €), fino a quando non potremo progettare la nostra bella casetta, accontentiamoci di utilizzare SEMPRE responsabilmente i prodotti che il mondo (l’uomo) ci offre. Vi lascio un video guida, intervista fatta a un chimico industriale.

Penso che essere consapevoli delle cose che usiamo è fondamentale. Ieri perdevi 3 ore a lavare i panni a mano con la cenere, oggi perdi 3 ore (una volta ogni tanto) per informarti sui prodotti. Poi c’è chi non perde neanche quelle tre ore e inquina 10 volte di più di quanto potrebbe inquinare se si impegnasse di più: è un atteggiamento irresponsabile e irrispettoso nei confronti di chi vivrà in futuro!

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Mattia Deriu
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